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La Nostra Storia.....

Ogni occasione è favorevole per cui i rotocalchi italiani di maggiore tira­tura ci presentano Carolina, Stefania ed Alberto di Monaco e la località di Montecarlo.

Ogni occasione è favorevole per cui i rotocalchi italiani di maggiore tira­tura ci presentano Carolina, Stefania ed Alberto di Monaco e la località di Montecarlo.

Eppure c'è stato un tempo in cui Formia era un tempo di villeggiatura non principesco ma regale.

Nel 1937 Elena di Savoia-regina d'Italia- acquista da proprietari diversi i Carretti, i Grossi ed i Marotta alcuni appezzamenti di terreno e compone una vasta tenuta.

Sul lato mare della via nazionale Appia con un progetto dell'architetto Busíni vengono edificati quattro villini e due dipendances: Villa Guía, Villa Maria Ludovíca che tutti chiamano Villa Bianca perché era l'unica tinteggiata di bianco, Villa Vittoria che è un rifacimento di una precedente Villa Torlonía e che ora si chiama Villa Maria Luisa in ricordo della figliola dei coniugi Celletti prematuramente scomparsa .Villa Iaccarino ora Villa Ketty in onore della figlia del primo acquirente dai Savoia l'ingegnere Carlo Prati.

Le due dependances saranno trasformate dai Prati in Villa Le Pleiadi e Vil­la Le Muse. Nella seconda abitava la famiglia Panetta, coppia di fiducia della Casa Reale.

Guia, Vittoria, Maria Ludovica erano tutte figliole della principessa Jolanda, la primogenita di Vittorio Emanuele III e di Elena di Savoia. Jolanda si era coniugata il 9 aprile 1923 a Roma col Conte Giorgio Calvi di Bergolo, Ufficiale piemontese di Cavalleria che-dopo 1'8 settembre '43- col Grado di Genera­le di Divisione diventerà il Comandante della piazza di Roma- Città aperta.

I coniugi Bergolo acquistano anche loro un appezzamento di terreno ubicato dove attualmente esiste il Villaggio del Sole e la loro Villa è l'attuale pro­prietà Ranucci. Grazie alla vicinanza con l'abitazione dei reali genitori la Regina Elena .decise di dedicare alle tre nipotine le varie abitazioni. Il quarto figlio di Jolanda è Pier Francesco, ancora oggi ricordato come un ragazzo estremamente discolo ed esuberante.

Era un vero Gianburrasca e le guardie di scorta dovevano penare parecchio per controllarlo. Una volta per punizione fu chiuso in una stanza e lui per tutta risposta ruppe un vetro e scappò per la finestra. Un'altra volta giocando con un forcone fece un buco nella testa di una delle figlie dei coniugi Pa netta. Di fronte ai Villini- dove attualmente è l'impianto nazionale di atletica leggera del CONI che tra l'altro ha ospitato su invito del nostro Arcivescovo il Pontefice Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta- vi era la tenuta agricola dei Savoia. Su grande parte dell'azienda erano impiantati degli splendidi agrumi ed in un angolo vi era la scuderia reale. Jolanda ed il marito erano esperti cavallerizzi e molti si ricordano la principessa in sella ad uno splendido cavallo arabo.

La Regina Elena invece amava dedicarsi alla pesca, come d'altronde anche il Re. La prima scogliera di Formia fu fatta edificare da Lei, infatti era chiama­ta "la scogliera della Regina" e poiché delimitava la spiaggia privata della loro tenuta vi era un divieto di pesca e di ormeggio. Ma Elena di Savoia dava sempre personalmente l'autorizzazione ai pescatori locali, facendo preoccupare le
autorità di polizia. Le famiglie locali che frequentavano Villa Guia e che, quindi, componevano una piccola corte per i momenti di vacanza erano il Baro ne Pietro di Francischi- Rettore dell'Universítà di Roma- con la consorte Lidia, il Commendatore Orsi- banchiere - ed il Conte Pellegrini che abitava nel Castello di Gianola.

La Regina Elena si recava sovente a visitare le località limitrofe: i minturnesi la ricordano in preghiera nella cattedrale di S. Pietro, in visita al la Chiesa dell'Immacolata di Scauri ed all’attiguo Asilo che lei inaugurò. Sino a pochi anni si ammirava nella predetta Parrocchia una splendida pianeta da lei donata con lo stemma di casa Savoia ricamato sul retro. Ora purtroppo è scomparsa. I coniugi Anna e Francesco Panetta erano la coppia di fiducia della regina. Erano entrambi originari di Casamari e lei è stata la balia di fiducia di Vittorio Emanuele IV per oltre un anno.

°          Il Principe di Napoli nasce il 12 febbraio 1937 nella città partenopea e -come tradizione - viene scelta una balia ciociara. I coniugi Anna e France­sco Panetta si trasferiscono come custodi a Formia successivamente e non hanno mai voluto in vita rilasciare interviste nel timore che i loro ricordi fossero travisati e immiseriti.

I loro figli Giovanni, Giacinta ed Olfa conservano foto d'epoca pregevoli nelle quali la balia Anna stringe a se il principino con infinito affetto. Era tradizione dare come segno tangibile di gratitudine alle balie un appartamento ed un vitalizio. La guerra ha cancellato tutto. La Regina Elena- ecologista an­tesignana- passeggiava nei luoghi che comporranno il Parco di Gianola e del Monte di Scauri ed una volta trovata una giovane pastorella afflitta la portò con se al Quirinale. Quando per ragioni di Stato si recava da Roma verso qual­che città meridionale si fermava sempre a Formia e consegnava dei doni ai fi­gli dei coniugi Panetta. Li consegnava insieme ad un bacio dinanzi al cancello della tenuta. Spesso non entrava, Lei proprietaria e Regina d'Italia non vole­va disturbare. Poi la guerra ha dilaniato tutto: le cose e gli uomini. Furiosi bombardamenti devastano la tenuta e le Ville, i custodi fuggono via. Dopo 1'8 settembre alcuni abitanti del luogo saccheggiano le abitazioni, portando via tutto. Soltanto il grande lampadario in ferro battuto nell'appartamento della Regina - ora stanza del Grande Albergo Miramare di Formia - e due portavasi con stemma sono sopravvissuti agli eventi bellici.

Questo luogo di pace e di riposo entra nella storia anche per un episodio inedito: quando nel pomeriggio del 5 giugno 1944 .la Regina Maria José lascia insieme ai figli Roma per imbarcarsi il giorno successivo a Napoli per l'esi­lio si ferma per alcune ore a Formia per ristorarsi. Soltanto Villa Bianca è in parte agibile e lì riposano. Formia sulla via dell'esilio e della nascente Repubblica Italiana.

L'ingegnere Carlo Prati acquista da Casa Savoia la tenuta e la rivende in parte. Il complesso delle Ville da vita nel marzo 1947 al Grande Albergo Miramare di Formia, protagonista del turismo italiano. Ma questa è un'altra storia che racconteremo in una prossima occasione. Ora chi scrive vuole soltanto annotare nel concludere che per ironia della sorte la tenuta confinava con la proprietà Ruggieri dove nella Clinica Cusumano è stato ospitato Antonio Gramsci, grande teorico del comunismo italiano. In un locale a piano terra utilizzato a Cappella la Regina d'Italia si recava a messa. Due mondi dell'Italia di quando vestivamo alla marínara.
Il 1° giugno 1986 il Principe Amedeo di Savoia - Quinto Duca d'Aosta - si è recato al Grande Albergo di Formia per tenere una conferenza. All'ingresso due vigili urbani sono scattati sugli attenti e gli hanno reso il saluto di Formia. La nostra splendida città non aveva dimenticato e conservava un dolce ricordo di una presenza, lontano dai conflitti istituzionali e dagli odi di parte.

06-05-2016 commenti (0)

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